31.05.19 Bambini, politica e vini naturali nel giardino di Lucha y Siesta

Venerdì 31 maggio, a partire dalle ore 17, il giardino di Lucha y Siesta accoglierà 4 viticoltrici che si dedicano alla produzione di vini naturali.

Potremo degustare e chiacchierare con
🍷Lorella Reale di Piero Riccardi Lorella Reale Viticoltori
🍷Giovanna Tiezzi di Pacina
🍷Lidia Carbonetti di Rocco di Carpeneto
🍷Beatrice Arweiler di Corva gialla
che ci parleranno delle loro aziende spiegandoci cos’è il “vino naturale” e che significa oggi fare questa scelta specifica da un punto di vista economico-aziendale ed etico. Ci racconteranno cosa le ha portate a scegliere di diventare vignaiole – in alcuni casi, vedremo, cambiando nettamente rotta a vite che andavano in tutt’altra direzione – e com’è essere donna nel mondo della viticoltura…

Inoltre, durante l’evento avrete l’occasione di assaggiare Amaro Quadraro. Un amaro speciale nato ai piedi di un Ginkgo biloba.

Poi alle 18.30 presentazione del libro “Bambini. Un manifesto politico” di Matteo Meschiari edito da Armillaria. L’autore ne parla con le Cattivemaestre e Lorella Reale.
📖Perché Bambini? Perché è tempo di svegliarsi. Perché per disinnescare la forza eversiva dell’infanzia, la biopolitica famigliare e sociale non si limita a intervenire in età scolare e prescolare, ma risale alle fasi precoci: svezzamento, parto, gravidanza. Assimilato a un pet da investire di cure, deresponsabilizzato rispetto a corpo, alterità e ambiente, iperresponsabilizzato come un piccolo adulto, il bambino è onnipresente a livello mediatico ma è il perenne assente politico.
La delega elettorale scoraggia la partecipazione diretta, i guru dell’azione paralizzano l’individuo con macroproblemi inaffrontabili. È probabilmente arrivato il momento di elaborare delle tattiche di resistenza domestica, di ripensare l’idea di comunità a partire dal bambino. Perché concentrarsi sui piccoli di Sapiens non significa propugnare un’assurda bambinocrazia o avallare una retorica del futuro-a-tutti-i-costi, ma vuol dire selezionare un tema sociale occulto, esplorarlo, metterlo a nudo, per criticare i fondamenti di un’ideologia totalitaria. La nostra.

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