LA LUCHA NON SI SPEGNE

Dopo il tentativo di distacco delle utenze il sole brilla sulla Casa che è piena di vita e di energie.

Nonostante l’accanimento feroce della giunta cinquestelle che in blocco, il 25 febbraio, ha votato contro la mozione in cui si chiedeva di scongiurare il distacco delle utenze a Lucha y Siesta, esplicitando così, una volta per tutte la radice patriarcale della politica grillina, la casa di Via Lucio Sestio questa mattina brilla di vita.
Nella sartoria è un via vai, c’è chi arriva per una riparazione, chi è dentro per il corso di arte sartoriale, chi arriva solo per farsi due chiacchiere in pausa dal lavoro.
La cucina produce caffè in abbondanza, qualcuna ha portato dei cornetti, nel mentre c’è chi prepara la pasta e fagioli per il pranzo.
Il laboratorio serigrafico sta già predisponendo i pañuelos, simbolo delle maree femministe degli ultimi anni, in previsione dello sciopero transfemminista globale dell’8 e del 9 marzo. Un gruppo di donne si sta confrontando sull’esperienza della maternità, sulla gioia e sui timori, “sembrerebbe che il Consultorio di via Resede sia uno tra i migliori nel seguire tutto il percorso della maternità” , commenta qualcuna a chi chiede consiglio. C’è chi sta redigendo un calendario di tutte le iniziative culturali, i corsi di danza di teatro, le riunioni che si stanno proponendo per le prossime settimane.
Sorellanza, solidarietà, nel giardino di Lucha y Siesta l’isolamento della metropoli si scioglie in un sentimento di profonda comunità fatta di relazioni e condivisione.
E tutto riaffiorano nei pochi attimi di questa mattinata di sole: i 12 anni di esperienza del progetto, i tanti visi di chi in questa casa ci ha vissuto, il grande abbraccio con cui la città ci ha avvolte nel’assemblea pubblica tenutasi ieri sera, la forza combattente e creativa espressa dalle Luchadoras che tante e tanti artisti hanno generosamente donato, le azioni di visual art del collettivo Restiamo Cyborg posse, Pasquino che torna a parlare, la presenza delle femministe che a Roma e in ogni dove ci sostengono e ci ispirano.
Questa è l’incredibile potenza di Lucha e di tutte coloro che si organizzano e decidono di “fare da sè”.
Una potenza che è l’espressione di qualcosa di molto più profondo di un meschino buco di bilancio dovuto al malaffare e agli sperperi di questa città in rovina: è la ribellione alla violenza e al dominio che da millenni relega le donne in posizione di subordine e che da qualche secolo si traduce, instancabilmente, nelle lotte dei movimenti femministi, creando pratiche sociali, politiche e culture totalmente nuove, che osano, che eccedono, che non si possono normare in rigidi schematismi, perché generatrici di nuovi orizzonti.
Così la Sindaca dagli occhi senza anima continua imperterrita a non volerci guardare, seduta nel suo scranno dell’aula consiliare, nel mentre il suo partito, continua a giocare sporco facendo false dichiarazioni sulla gestione dell’affaire Lucha, perpetuando violenza sui nostri corpi e sulle nostre esistenze.
Ma non importa, chi è nato sulla spinta dell’odio e del risentimento non può capire profondamente tanta bellezza.
Non si può ridurre a una questione di emergenza abitativa un progetto complesso, ricco di sfaccettature e di possibilità, un presidio culturale e sociale, un laboratorio permanente di idee e di pratiche e questa prima mattina di presidio permanente ne è la dimostrazione concreta; Lucha è tante cose e non si potrà mai spegnere perché travalica, spazi e confini, perché è un’idea che trova spazio nei cuori e nelle menti di tante persone, è ineffabile come l’energia che ci muove e in quanto tale non può essere fermata ma può vivere ovunque.
Sindaca Raggi hai perso nel momento stesso in cui hai iniziato ad attaccarci.
La Lucha non si spegne.

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