Lucha y Siesta: solidarietà ad Aurora Leone, inaccettabile il sessismo dell’Associazione Nazionale Cantanti

“La comunità della Casa delle Donne ‘Lucha y Siesta’ esprime solidarietà ad Aurora Leone di ‘The Jackal’ e la ringrazia per aver denunciato quanto accaduto. Le parole intrise di sessismo che le ha rivolto il direttore generale della Nazionale Cantanti, ‘Sei una donna, non puoi stare seduta a questo tavolo, da quando le donne giocano a calcio?’, rendono evidente quello che sosteniamo da anni: la violenza di genere e dei generi è sistemica e attraversa tutti gli ambiti delle nostre vite”. Lo affermano in una nota stampa le attiviste della Casa delle Donne ‘Lucha y Siesta’ di Roma sull’episodio denunciato sui social dall’attrice Aurora Leone, che ha portato all’annuncio di dimissioni del direttore generale della Nazionale Cantanti Gianluca Pecchini.
“L’atteggiamento sessista, di per sé inaccettabile- sottolineano le attiviste- risulta ancora più grave alla luce dei fondi pubblici che l’Associazione Nazionale Cantanti ha ricevuto dal Dipartimento Pari Opportunità per realizzare progetti territoriali di sensibilizzazione rivolti alla prevenzione della violenza di genere: 175mila euro, cioè la stessa cifra ricevuta da D.i.Re-Donne in Rete contro la Violenza, la principale rete di centri antiviolenza in Italia di cui fa parte anche ‘Lucha y Siesta’. È l’ennesima prova del fatto che selezionare per questo tipo di bandi organizzazioni e associazioni che non hanno nel proprio statuto la prevenzione e il contrasto della violenza maschile contro le donne nel solco della Convenzione di Istanbul e non coinvolgere in queste attività i centri antiviolenza e le case delle donne, che del fenomeno hanno invece una profonda conoscenza specifica, porta a farne un mero vessillo retorico. Come le mascherine ‘Stop alla violenza sulle donne’ in uso nella Partita del cuore, che non servono a nulla se non si pratica realmente l’ottica di genere dentro e fuori il campo”.
La violenza di genere, aggiunge la Casa delle Donne ‘Lucha y Siesta’, “non è neutra, né possono essere neutri gli interventi di sensibilizzazione, prevenzione e contrasto messi in campo. Il nuovo Piano nazionale antiviolenza è in discussione, ci aspettiamo doverosi passi avanti verso un riconoscimento dei saperi, delle esperienze e delle pratiche femministe e transfemministe come chiavi di lettura imprescindibili della violenza di genere e dei generi”.

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