La Regione Lazio riconosce la comunità plurale che anima lo spazio da 14 anni. Prosegue la progettazione partecipata di Lucha y Siesta Bene Comune.

14 anni di Lucha y Siesta, di lotta e di riposo.

Abbiamo messo al centro parole chiave come autodeterminazione e avanzamento, come democrazia femminista e transfemminista in uno spazio materiale che oggi è simbolo di politiche di genere capaci di scardinare poteri e posture, di aprire porte e mondi sul possibile. Abbiamo liberato uno spazio che negli anni si è trasformato in presidio concreto, per le donne e per ogni identità messa a tacere dalla violenza patriarcale. Una Casa, che è diventata mondo per essere rifugio, laboratorio di energie e di forza, respiro universale contro ogni sopruso. La violenza strutturale, con infiniti sottotesti fatti di marginalizzazione e silenzi, invisibilizzazioni politiche, vittimizzazioni, oggi è disvelata e non ammette più silenzi.

Per questo, forti di un posizionamento che è patrimonio di tuttə, mettiamo in comune i frutti di un’interlocuzione che sfida le istituzioni a leggere il presente per mettersi a servizio della collettività. La decisione di giunta di oggi è un passaggio che sancisce il riconoscimento politico di una comunità plurale, aperta, che guarda al futuro e sfida continuamente l’imprevedibile.

Sta in questo solco la nostra voglia di dare Lucha alla città, per ogni presidio che ci restituisce ciò che ci è dovuto, dove costruire cultura di genere e autonomia per le soggettività libere.

Questo è solo un passo per continuare a progettare insieme il mondo che vogliamo nella città di tuttə, la città intersezionale, che accoglie senza giudizio e che si fa cambiamento concreto e futuro continuo.

Ci rivedremo a breve per proseguire il percorso pubblico di progettazione partecipata di Lucha y Siesta Bene Comune avviato due anni fa, che già ha prodotto una Dichiarazione di autogoverno che restituisce la complessità del nostro spazio, ricco mosaico in continuo cambiamento; oggi la comunità della Casa delle donne Lucha y Siesta sarà in piazza, un anno più grande ma sempre convinta, come nell’8 marzo 2008, che tra il silenzio il rito e la festa scegliamo la lotta.

Contro ogni guerra e contro ogni fascismo, con ogni lotta che trasforma il bisogno in desiderio. Complici di Esc Atelier, Communia, Scup Sportculturapopolare e di tutti gli spazi che resistono ai violentissimi tentativi di neutralizzazione di questa città. Complici della Laboratoria Ecologista Autogestita Berta Cáceres e di tutti gli spazi che nascono e nasceranno. Perché ogni passo avanti è un passo di tuttə. Diamo Lucha alla città.

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