Campagna raccolta assorbenti per il carcere femminile di Rebibbia

In collaborazione con AIDOS Associazione italiana donne per lo sviluppo e PID Onlus, Lucha y Siesta lancia la campagna di raccolta, che sarà attiva dal 14 aprile al 28 maggio – Giornata mondiale dell’igiene mestruale.

📍Sarà possibile donare assorbenti classici di qualsiasi marca e modello, NON assorbenti interni, portandoli a Lucha y Siesta tutti i mercoledì: la mattina dalle 9.00 alle 13.00 e il pomeriggio dalle 15.00 alle 19.00.

⏰Lanceremo la campagna in occasione della presentazione di domani 14 aprile, Corpi reclusi in attesa di espulsione. Confronto sull’invisibilizzazione dei corpi

🚫A livello globale, sono ben 2,3 miliardi le persone che non hanno accesso a servizi igienico-sanitari di base, in molte aree povere solo il 27% della popolazione ha modo di lavarsi le mani con acqua e sapone nella propria abitazione e in diversi paesi non c’è disponibilità o facilità di accesso agli assorbenti. Per chi vive in queste condizioni l’igiene mestruale rappresenta un problema che comporta rischi per la salute e che può causare esclusione sociale, assenza da scuola e dal posto di lavoro, fino allo stigma.

Gli assorbenti continuano ad essere una delle voci più pesanti nel pay gap tra uomini e donne, non sono considerati beni di prima necessità. Questo accade anche in carcere, istituzione totale pensata al maschile e mai pienamente adeguata nonostante regolamentazioni interne tese a “favorire l’espressione di quegli aspetti della personalità fondati sulla differenza di genere”. Gli assorbenti, così come altri prodotti consentiti, possono essere acquistati attraverso il cosiddetto “sopravvitto”, una sorta di negozio interno all’Istituto Penitenziario. Al sopravvitto però possono accedere solo coloro che hanno dei soldi sul conto corrente interno, chi non ha possibilità economica e di conseguenza non può acquistare, deve accontentarsi degli assorbenti forniti dall’Amministrazione Penitenziaria che, se non trascura questo aspetto, non garantisce però la scelta di un modello, di una marca o le quantità necessarie di assorbenti in base alle singole esigenze. Non avere accesso o avere limitate possibilità di scelta ai prodotti per l’igiene mestruale vuol dire violare il diritto umano alla dignità.

Serve abbattere gli stereotipi e fare in modo che si abbia una gestione autonoma e sana del ciclo mestruale.

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